La responsabilità civile consiste nelle conseguenze giuridiche derivanti dalla inosservanza di determinati comportamenti imposti dalla legge ed obbliga il responsabile al risarcimento del danno.

Tradizionalmente si distingue in contrattuale, che deriva dalla violazione delle clausole di un contratto, ed extra contrattuale, che trova fondamento nell’art. 2043 c.c. il quale così prescrive: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Ma la materia è vastissima!

Accanto alle tradizionali voci di danno si stanno affiancando nuove fattispecie risarcitorie quali il diritto alla riservatezza, il danno alla immagine, il danno da vacanza rovinata, il danno da uccisione del congiunto, il danno alla sfera sessuale del coniuge, il danno da nascita indesiderata, il danno da perdita del feto, il danno da molestie o da stalking, il danno da responsabilità medica, il danno da perdita di chance, il danno da perdita dell’animale di affezione, il danno da trasfusione e contagio, il, danno da mobbing, il danno da prodotto difettoso (e l’elenco potrebbe continuare).

Particolare importanza poi assume il risarcimento del danno alla salute nelle sue varie voci, a volte controverse (danno biologico, esistenziale, morale, psichico, tanatologico, catastrofale).

Mi sono occupato di vari casi in materia.

Ho anche difeso clienti professionisti in cause che riguardavano la loro responsabilità.

Propongo alla clientela una convenzione che non preveda costi per la fase della trattativa.

Nel caso in cui non si dovesse raggiungere un accordo con l’assicurazione del responsabile il cliente dovrà pagare il solo contributo unificato, dovuto allo Stato per la proposizione della causa.

Il mio compenso sarà sempre posto a carico della controparte, salvo in caso di compensazione delle spese.